Profile picture of davide puzzo
Profile picture of Dharmendra Chahar
Profile picture of Shane Cameron
Profile picture of Keith Kellett
Profile picture of Maria
Profile picture of Kiss From The World
Profile picture of Pandorasdiary
Profile picture of Tracy A. Burns
Profile picture of Aditi Roy
Profile picture of Maite González
Profile picture of Sara
Profile picture of Anirban Chatterjee
Profile picture of Tara
Profile picture of Meg Stivison
Profile picture of sakrecubes Cubes
Profile picture of Catherine McGee
Profile picture of Bindu Gopal Rao
Profile picture of Iolanda Schena
Profile picture of Rashmi Gopal Rao
Profile picture of Michelle
Profile picture of Paula
madureira

Il quartiere Madureira, la vera Rio lontana dai circuiti turistici!

Dire Brasile è dire samba, il loro ballo simbolo, nato nelle favelas e divenuto una tradizione esportata anche all’estero. A Rio de Janeiro ogni quartiere ha la sua scuola di samba, a volte anche più di una. Nella maggior parte dei casi sono situate nelle zone più disagiate, dove la spiaggia di Copacabana è un lontano e pallido ricordo. Nel corso del mio viaggio a Rio ho avuto la fortuna di visitare proprio una scuola di samba, quella della Portela. Della visita in questa scuola vi parlerò prossimamente, oggi, invece, vorrei spendere due parole sul quartiere nel quale si trova la Portela, il quartiere Madureira, uno di quelli che i turisti non vedranno mai perché assolutamente lontano dalle zone vacanziere e soprattutto situato nella zona nord, difficile da raggiungere e anche sufficientemente pericolosa.

Per arrivarci abbiamo impiegato oltre un’ora, dopo aver preso metropolitana, treno regionale, un pulmino che al costo di un euro (circa 3 reais) fa la spola da una parte all’altra del quartiere, e, infine, dopo aver percorso buoni dieci minuti a piedi tra vicoli assolutamente poco raccomandabili. Fortunatamente io e il mio amico Niccolò eravamo accompagnati da tre amici brasiliani, altrimenti sarebbe stato pressocchè impossibile arrivare. Troppo pericoloso girare a piedi, difficile arrivarci in taxi perché quelli che partivano da Copacabana, dove risiedevamo, si rifiutavano di arrivare in questa zona.

In realtà non vorrei fare del banale e semplice terrorismo psicologico, sarebbe fin troppo semplice. Si tratta di un quartiere difficile ma le mele marce sono ovunque e la mia esperienza è stata assolutamente felice. E’ anche vero che mi trovavo in compagnia di brasiliani, da solo non ci sarei mai saputo arrivare, ed è vero che si trattava di una serata speciale, perché era in corso una grande festa all’interno della scuola della Portela. Ho incontrato, però, solo persone gentili, felici, intente a provare le canzoni per la festa e a mangiare…d’altronde in una festa il cibo non può mai mancare!

Negli ultimi anni, poi, il quartiere ha fatto molti passi avanti. Le abitazioni di fortuna sono diminuite sempre più, lasciando spazio ad alti palazzi. Tra queste case si trovava una discarica enorme, la più grande di tutta l’America Latina, esistente dal 1980, che aveva accumulato rifiuti arrivando ad oltre 60 metri d’altezza, su una superficie di 130 ettari. Bene, nel 2012, una delle prime azioni del nuovo sindaco di Rio è stata proprio quella di smantellare quella che era stata definita “la torre della miseria”. Insomma una visita di Madureira, come di qualsiasi altro quartiere della “vera” Rio, vi permetterà di fare un tuffo nella realtà, lontano dalle atmosfere vacanziere dei quartieri bene, dove pure non mancano i problemi, e mi ha permesso di conoscere un po’ più a fondo gli abitanti di Rio: giocosi, accoglienti, rispettosi…a tratti sui generis!

Una delle tante esperienze vissute a Rio che non dimenticherò mai!


COUNTRY


Profile photo of Luca Vitiello

Io sono Luca, ho 26 anni, studio giurisprudenza e nel tempo libero viaggio!!! Ormai più che una passione è un’ossessione tale da spingermi a creare il blog World Trips, che ormai cerco di aggiornare il più possibile e che non si basa solo sui miei viaggi intorno al mondo ma anche su episodi d’attualità che coinvolgono luoghi vicini e lontani.



Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Skip to toolbar