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I love Grouse Mountain

È in questi momenti che mi sento la degna figlia di mio padre. Quando un passo trascina l’altro, il sudore scende veloce lungo la spina dorsale e il respiro diventa affannoso. È quando faccio uno sforzo fisico, che poi alla fine è sostanzialmente mentale, e mi dico “chi si ferma è perduto” che mi sento come il mio vecchio. Un uomo che mi ha insegnato a conoscere la fatica della montagna. Una fatica che ti riempie, ti quieta, ti fortifica e ti fa sorridere dentro. E che quando la riesci a dominare ti fa sentire in pace con te stesso in una maniera fuori del normale. È per questo che ogni tanto mi diverto a fare come lui. E l’ho fatto anche qui, a Vancouver, scegliendo di affrontare la ripida Grouse Grind, un tracciato di circa 3 km che sale lungo il fianco di Grouse Mountain, “the Peak of Vancouver”.

Step by step…

Grouse Mountain è una montagna di 1.250 metri che si trova a North Vancouver ed è una delle maggiori attrazioni, visto che insieme allo Stanley Park, rappresenta l’altro polmone verde della città. Per salire in vetta ci sono due soluzioni: la piacevole funivia Skyride (40 dollari a/r) o la faticosa salita della Grouse Grind. Quest’ultima opzione è quella più audace ma regala grandi emozioni, senza contare che è assolutamente percorribile da tutti, grandi e piccini: ognuno salirà con i suoi tempi, evitando di andare in affanno, visto che per arrivare in cima bisogna “battezzare” 2.830 gradini con un dislivello di 853 metri (tempo medio 90 minuti). Se decidi di farla by walk punta la sveglia presto: i canadesi la prendono d’assalto soprattutto durante il fine settimana.

I stepped it up… 2.830 times!

La bellezza della vegetazione allevia il bruciore dei polpacci. Le ginocchia piangono ma gli occhi brillano di fronte alla grandiosità di Madre Natura, che qui assume le sembianze di una foresta centenaria: il profumo dei muschi ti inebria, la vista delle rocce ti appaga e il rumore dei suoi abitanti ti spinge a scrutare ogni angolo di verde. E se sei fortunato come me magari ti vedi attraversare la strada da mamma cerva e figlio cerbiatto, oppure elemosinare una briciola da un simpatico gruppo di scoiattoli. E poi, al 2.830esimo gradino vedi la luce, sei arrivato in vetta, hai vinto, e come ricompensa ti ritrovi sotto il naso una sensazionale veduta a 360 gradi di Downtown, riflessa sul mare a valle, un premio che non ti porti a casa ma che ti resterà sempre impresso nella mente.

What a wonderful word

Una volta in cima puoi assistere al divertente teatrino dei taglialegna, esaltarti con il volo dei rapaci e poi goderti un buon hamburger di carne alpina. Ma non è tutto. Qui si trova anche una grande riserva dove sono stati adottati due orsi grizzly orfani, Grinder e Coola. I due pigroni se ne stanno nascosti tra gli alberi ma se sai aspettare magari puoi vederli scendere fino al laghetto a farsi il bagno, giocare e mangiare. Io li ho cercati e attesi per tre ore ma poi me li sono ritrovati a neanche 20 metri di distanza: uno spettacolo della natura che ricorderò sempre con grande gioia. E poi ci sono i gufi, le aquile, i falchi e sua maestà la ghiandaia di Steller, un uccello canadese che quando svolazza ti incanta con il suo brillante piumaggio che dal nero corvino sfuma nel blu elettrico.

See you soon Grouse Mountain

La discesa a valle devi comunque fartela con la funivia (10 dollari), quindi tanto vale aspettare il tramonto e goderti la grandiosità di questa veduta da cartolina. Dieci minuti e torni nella civiltà, dove ad aspettarti – per lo meno durante la stagione estiva – c’è la navetta gratuita che ti porta con circa 35 minuti di strada direttamente nel cuore di Vancouver, a Canada Place. Nei mesi invernali basterà prendere il bus 236 fino a Lonsdale Quay e poi salire a bordo del Sea Bus per poi scendere a Waterfront Station (2,75 dollari il biglietto). Un’altra giornata se ne va ma torni a casa felice di aver visto quel fantastico mondo chiamato wildlife. E ancora una volta puoi gridare al mondo: grazie Canada!


COUNTRY


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Hello, world! Sono Cristina, ho 27 anni, sono nata per sorridere e... viaggiare! Una passione, quella del viaggio, iniziata in tenera età al seguito dei miei genitori giramondo, e proseguita "su carta" nella redazione di un noto periodico di viaggi a tiratura nazionale. Una rivista che mi ha regalato la possibilità di scoprire gli angoli più belli dell'Italia e dell'Europa, grazie ai tanti press tour fatti, e imparare a scrivere reportage, travel news e itinerari gastronomici. Mai stanca di raccontare, con parole e scatti, ho deciso di aprire un blog tutto mio: VIAGGIO SOLA. La scelta del nome è stata facile: felicemente "condannata" ai viaggi stampa ho sempre girato sola soletta, accompagnata da trolley, reflex e taccuino.



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