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Treviso: itinerario in 10 tappe

Mi è capitato spesso di pensare che se non fosse la mia terra natale, Treviso sarebbe quel genere di piccolo tesoro nascosto che vorrei qualcuno mi consigliasse durante un viaggio.

Così una settimana fa ho deciso di trascorrere una giornata a Treviso facendo la turista: smartphone, google maps, agendina con qualche nota raccolta in rete, scattando foto all’impazzata. Mi sono ritrovata ad assaporare scorci che non ammiravo da tempo: si sa, quando in una città ci si va con uno scopo preciso – la cena al ristorante, il caffè con l’amica, le carte da consegnare in comune – finisci per percorrere sempre la stessa strada, finisci un po’ schiavo dell’abitudine. Ho scoperto persino di non aver mai saputo che all’interno del Duomo vi è una pala del Tiziano, con somma vergogna devo dire, perché è un pittore che amo moltissimo e per il quale sarei in grado di farmi tre ore di macchina fino a Milano se tenessero una mostra interessante.

Ecco quindi a voi la mia bella Treviso in un itinerario in 10 tappe:

1. Per iniziare al meglio: colazione al Giardino Bistrot

Non sarei una buona guida se non vi consigliassi dove iniziare al meglio la giornata. Siamo a due passi da Piazza Duomo, al Giardino Bistrot. Gli ingredienti per il sorriso? Una simpaticissima collezione di paperelle di gomma, angolo book-crossing, ma soprattutto fantastiche torte – tutto con ingredienti bio, ampia scelta anche per vegani – ed un cappuccino con schiuma da concorso. Provare per credere!

2. Duomo e Calmaggiore

Come anticipato, ho scoperto solo grazie a questo articolo che all’interno del Duomo è conservata l’Annunciazione Malchiostro, opera un po’ sottovalutata ma comunque interessante se come me amate Tiziano. I trevigiani associano solitamente Piazza Duomo al gelato – noterete subito l’alta concentrazione di gelaterie in zona – da gustare sui gradini della chiesa, o passeggiando in Calmaggiore verso il centro, tra portici e negozi eleganti.

3. Piazza dei Signori

Dovendo descrivere Piazza dei Signori, mi sono resa conto di quanto i miei occhi siano in qualche modo “abituati” alla sua visione. Sono passata di qui talmente spesso, ho preso il caffè in molti dei bar della piazza, ho mangiato più volte un’ottima pizza da Pino – vera istituzione in città -, ci ho persino organizzato uno spettacolo serale. Ho supervisionato l’allestimento del palco, ho sudato freddo per dei problemi durante il collegamento alla rete elettrica, ho aiutato a sistemare centinaia di sedie. Ma uno sguardo esterno, non avrebbe forse un moto di meraviglia? Piazza dei Signori è una maestosa piazza di epoca comunale, di quelle che ti si aprono all’improvviso di fronte agli occhi, ed è bella da qualunque lato tu la raggiunga.

4. Palazzo dei Trecento

Tra gli edifici più interessanti della Piazza vi è il Palazzo dei Trecento, con una splendida sala affrescata che si raggiunge attraverso una maestosa scalinata esterna. Danneggiato gravemente durante la seconda guerra mondiale, fu salvato dalla demolizione grazie ad un Sovrintendente dotato di grande furbizia: per promuovere il recupero della struttura spacciò infatti gli affreschi per opere del Veronese. Purtroppo il Palazzo è aperto al pubblico solo in occasione di manifestazioni, come ad esempio mostre o spettacoli. Se volete, prima di partire scrivetemi e proverò a controllare se c’è qualcosa in programma.

5. Buranelli

Eccoci arivati ad una delle tappe più affascinanti del nostro itinerario. Treviso è una città d’acqua, è nata sul Sile, fiume che in poche decine di chilometri porta alla Laguna di Venezia, ed è attraversata da diversi canali interni. Lo stesso Dante nella Divina Commedia descrive Treviso come il luogo “dove Sile e Cagnan s’accompagna”.

Subito dietro Piazza dei Signori, pochi passi vi porteranno nell’angolo più suggestivo della città, racchiuso tra due canali. Il primo è proprio il Cagnan, termine inizialmente riferito a tutti i canali interni ed in seguito attribuito a questo in particolare. Il secondo è il canale dei Buranelli, così chiamato perché vi arrivavano fin da Burano per vendere il pescato del giorno, in una sorta di piccolo mercato all’aperto – ma alcune delle case qui affacciate sono così belle e colorate che mi piace pensare il nome richiami l’isola veneziana anche per questo. Buranelli è diventato il termine con cui ci si riferisce all’intera zona ed alla sua magia, tra ponticelli, finestre, portici e mulini. Uno degli angoli più fotografati include un’ombra di Martinelli, artista famoso per le sue opere in rete metallica: questa in particolare raffigura Giovanni Comisso, a poca distanza dalla casa dello scrittore stesso.

6. Pescheria

Vi ho parlato dei pescatori che improvvisavano un piccolo mercato al canale dei Buranelli. In seguito, il mercato del pesce si svolse per molto tempo in Piazza dei Signori, fino a quando nell’’800 la città iniziò a cercare una nuova sistemazione più lontana dal centro – visti gli ovvi problemi di ordine igienico-sanitario ed… aromatico. Venne creata quindi la Pescheria, unendo tre isolotti artificiali già presenti in un’unica “piattaforma” circondata dal nostro caro Cagnan. La zona è sempre molto animata al mattino, durante il mercato, e la sera, quando aprono i molti ristorantini – è superfluo specificarlo, ma in tutta Treviso si mangia principalmente pesce.

7. Passeggiata sulle mura

Le mura seicentesche di Treviso sono in gran parte percorribili, e si sono trasformate quindi in una bella passeggiata sopraelevata. L’ampiezza fa sì che spesso siano sede di manifestazioni, tra le quali spicca probabilmente il festival “Suoni di Marca” che ogni estate porta sulle mura spettacoli gratuiti di musica e cabaret.

8. Zona Università

La zona universitaria è tra i luoghi a cui sono più legata in città. Grazie ad un’opera di rinnovamento dei primi anni 2000, dove prima si trovava un ospedale ora si può ammirare un magnifico complesso di piazzette, locali, negozi ed ovviamente aule universitarie. Persino i nomi sono affascinanti, come “Piazza dell’Umanesimo Latino”. Un grazioso ponticello di legno qui attraversa il Sile in una delle sue anse più belle, mentre scorre incontro al Cagnan in un’unione di Dantesca memoria.

9. Restera

Seguendo il Sile proprio da Piazza Università, lungo Riviera Santa Margherita ed oltre, vi troverete lungo l’antica “Restera”, argine in passato percorso dai buoi ed ora diventato una lunghissima passeggiata o pista ciclabile. Per una piccola fuga dalla città, o per una pedalata che vi potrà portare fino alla Laguna Veneta. Se vi spingete fino a Casier, non perdetevi una gita lungo il fiume su barchetta elettrica con Barchiamo.

10. Decidere dove andare domani

Treviso è un piccolo gioiello che si visita tranquillamente in giornata, ma è circondata di splendide perle che la rendono una meta perfetta per un weekend. Serve qualche suggerimento? Potrete fare un salto nel passato nella deliziosa Asolo, un’immersione nella cultura alla gipsoteca di Possagno, una visita alle Ville Palladiane di Maser o Fanzolo, magari una passeggiata sul Montello con pranzo in agriturismo. Ancora, potrete perdervi nel paesaggio della sinistra Piave, tra dolci colli e vigneti che ricordano la Toscana.

Perciò ora che avete assaporato Treviso, l’ultima cosa che vi rimane da fare è decidere di quale cittadina della Marca innamorarvi domani. E buon viaggio!


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CITY


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Inguaribile ottimista, metto passione in tutto quel che faccio, sorrido sempre. Adoro pianificare, nel lavoro come nello studio di una meta: è una vera passione ed uno degli aspetti che preferisco di ogni viaggio. Mentre programmo la partenza successiva, lavoro nel mondo della formazione e degli eventi. Amo leggere, preparare dolci, immergermi in un telefilm, e la domenica pranzare in qualche nuovo ristorantino. Viaggio in coppia: Mauro all’inizio ha assecondato la mia passione, finendo poi per avere il mio stesso bisogno di partire il più spesso possibile.



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